I 5 Soci Più Illustri dell’Accademia Nazionale dei Lincei

I 5 Soci Più Illustri dell’Accademia Nazionale dei Lincei

La famoso Accademia Nazionale dei Lincei è situata a Roma, ed è considerata l’Accademia scientifica più antica sia d’Italia, sia del mondo.

Essa fu fondata nel 1603, da Federico Cesi, Francesco Stelluti, Anastasio De Filiis e Johannes van Heek il cui scopo era quello di istituire una sede in cui riunirsi per discutere degli sviluppi della scienza.

Il nome “Lincei” deriva dalla proprietà fisiologica che , secondo la leggenda, caratterizza la lince, ovvero l’acutezza che deve essere presente nella vista di coloro che dedicano la loro vita allo sviluppo scientifico.

Negli anni a venire, l’Accademia stessa si è sviluppata, cercando di crescere e migliorarsi di anno in anno.

In questo periodo evolutivo, possiamo individuare 5 periodi fondamentali, rappresentati ognuno da importanti esponenti.

Federico Cesi

Come già detto prima, Federico Cesi rappresenta il fondatore della sede dell’Accademia nel 1603, insieme ai suoi tre amici già citati. Egli era un patrizio umbro-romano, che dedicava la sua vita allo studio delle scienze naturali, soprattutto di botanica.

Per il Cesi, la natura doveva essere indagata con libera osservazione sperimentale, non lasciandosi condizionare da ciò che la tradizione e le autorità sostenevano. Proprio per questo, il suo pensiero rappresentava una vera e propria novità, rispettando la precedente tradizione aristotelico-tolemaica (già in discussione) ma non essendone vincolata.

Galileo Galilei

Dal 1611, tra i nomi dei soci dell’Accademia apparve quello di Galileo.

Negli anni successivi, l’Accademia si diffuse coinvolgendo molti dotti italiani e stranieri, tra cui il napoletano Della Porta e il tedesco Faber.

La crescita e l’aumento delle pubblicazioni sugli argomenti scientifici che si erano verificate in quegli anni però, subirono un brusco rallentamento con la morte prematura del Celsi, che lasciò la vita terrana a soli 45 anni.

Nonostante tutto, alcuni nomi importanti cercarono di continuare a portare avanti ciò che era stato creato, e tra questi spicca il nome di Pio IX, il quale nel 1847 ristabiì la “Pontificia Accademia dei Nuovi Lincei”.

Quintino Sella

Lo scienziato e statista piemontese è stato l’ultimo e definitivo restituor dell’Accademia italia.

Con la sua larga visione, anche le ambizioni delle scienze lincee furono ampliate, passando da quelle fisiche matematiche e natura a quelle scienze morali o umanistiche.

Da questa visione dunque, scaturì la suddivisione in due classi dell’Accademia: una per le scienze fisiche una per le scienze morali.

Periodo Faschista

Vista la presenza dello Stato totalitario in Italia, che durò per circa un ventennio, l’indipendenza e il liberalismo linceo non erano ben visti.

Così, nel 1939 l’Accademia fu assemblata per legge al Governo fascista con l’Accademia d’Italia. Questa “ fusione” durò però pochi anni, tanto quanto durò la guerra e il Regime.

Dal Dopo Guerra ai Giorni Nostri

Alla caduta del Fascismo, in Italia, il primo provvedimento preso su suggerimento di Benedetto Croce, fu la soppressione dell’Accademi d’Italia e la ricostituzione di quella di Cesi e Sella, che il regime dittatoriale avevano annientato. Da allora, ancora una volta, la lince risorgeva dalle sue fondamenta.

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